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mercoledì 1 febbraio 2012

In ricordo del nostro Nicola De Florio

(la foto è di Francesco Pignataro)


C'è un momento nella vita di quasi tutti i giovani Confratelli, in cui si avverte, per la prima volta in modo distinto, un forte senso di appartenenza identitaria alla nostra amata Confraternita, un senso di appartenenza che non ci lascerà più per tutta la vita. E questo accade un po' per tutti, quando per la prima volta ci si rende conto di essere entrati a far parte di un flusso di memoria.
Un flusso di memoria ininterrotta da secoli, un flusso che ad ogni processione, ogni Settimana Santa, ogni evento, si arricchisce di aneddoti, emozioni, storie.

E di storie ne aveva da raccontare tante, veramente tante Nicola De Florio.
E tante ne ne ha effettivamente raccontate a generazioni di Confratelli; a quanti in un quarto di secolo hanno avuto la gioia di averlo come Maestro dei Novizi, e a quanti, come chi scrive, hanno avuto anche il privilegio di essere ammessi alla sua tavola.
Storie di Settimana Santa, della Taranto che non c'è più, ricordi vividi e imperituri del giovane, dell'uomo, del padre e del nonno.

È di fronte a certi racconti si aveva la percezione chiara che l'emozione della giovinezza può rimanere un possesso per sempre.
Il sig. De Florio era divenuto Confratello quando era poco più che un bambino; era sempre stato presente nelle funzioni per la Titolare e per la Settimana Santa, col padre, con i suoi fratelli, con i suoi amici di allora e infine con i suoi figli.
Aveva accettato con gioia, entusiasmo e soprattutto in spirito di Carità Cristiana, l'invito che il compianto Priore Cosimo Solito gli aveva rivolto ormai più di trent'anni fa: essere il Maestro dei giovani Confratelli.

Da lui, in tantissimi negli anni, abbiamo imparato ad indossare con divota umiltà l'abito della nostra amata Confraternita, non prima di esserci confessati; abbiamo imparato i plurisecolari gesti del Pellegrinaggio; abbiamo imparato ad amare con filiale fiducia la Vergine Madre di Dio, nostra Titolare.
Da lui abbiamo imparato che la memoria di un anziano Confratello è uno scrigno di pietre preziose che con fede e amore, da battezzato, da padre di famiglia cristiana, da Confratello, da maestro di vita, ha voluto condividere con tutti noi.

Lo capiranno certamente i suoi figli, che naturalmente lo adoravano come meritava, lo capiranno se per tanti anni, vicino a lui, tanti di noi si sono sentiti figli; e lo capiranno se insieme a loro oggi, ci sentiamo tutti un po' orfani, tutti un po' più soli.

Grazie Nicola, grazie di tutto!
Ti affidiamo nelle preghiere alla Vergine del Carmelo: ti possa Ella prendere per quel santo Scapolare che divotamente hai indossato per tutta la vita e ti possa condurre con Sè ai piedi del Suo divino Figliuolo, in Paradiso

GS

Giovedì Santo 1993: Nicola De Florio ci aiuta a salire le scale di San Domenico, rese bagnate e sdrucciolevoli dalla pioggia insistente di quella sera


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